Vuoti di memoria

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2004 - Salani

Résumé

La storia di una famiglia e di una nonna affetta dal morbo di Alzheimer. Per limitare i danni della malattia bisogna stimolarla, tenere insieme i suoi ricordi, sbloccare i meccanismi invisibili che le fanno commettere le più imprevedibili stranezze. La vita della famiglia cambia, ma grazie alla pazienza e alla presenza di spirito di tutti si arricchisce di un patrimonio inestimabile: la storia della nonna, la sua vita appassionata e avventurosa come un romanzo

Extrait

Critiques

- Una tenera storia di vita capitata tra le mie mani per caso e ora non faccio altro che consigliarlo a tutti, grandi e piccini.

- Proprio carino...bello, dolce, delicato...

- Questo libro non ha l'ambizione di far capire quando sia devastante il morbo di Alzheimer ma dà un quadro dolce di come si possa affrontare con amore e purtoppo sacrificio una situazione enesorabile, imprevedibile ed emarginante.

- Un libro semplicemente stupendo, pieno di sentimento, senso dell'umorismo e gioia, e nello stesso tempo veritiero.

- I nipoti non permettono che vadano persi i ricordi della loro affascinante nonna, purtroppo afflitta dalla sindrome di Alzheimer: le fanno raccontare tutto della sua intensissima vita e ricostruiscono in una videocassetta lo spazio della sua esistenza, perché lo ricomponga. Romanzo per ragazzi (a partire da 12 anni).

- "Che delitto" pensa la nipote Véronique. Che delitto che una nonna ancora bella, alta ed elegante, con gli occhi azzurri e magnifici capelli, avventurosa e aristocratica, perda a uno a uno tutti i suoi ricordi, come le foglie di un albero in autunno. E l'Alzheimer, il morbo che cancella lentamente la memoria. Una vita piena di viaggi, di amori, di corride, di balli: tutto inesorabilmente svanisce. Ma i nipoti non mollano: si fanno raccontare tutto della sua vita, dei suoi mariti, degli innamorati, di quando veniva chiamata "tenera rosa di Gibilterra", così che il filo della memoria non si spezzi del tutto, per sbloccare i meccanismi invisibili che le fanno commettere le più imprevedibili stranezze. Ricostruiscono in una videocassetta con foto e documenti del tempo lo spazio della sua esistenza perché lo ricomponga. Ascoltano in allegria le sue risposte surreali, la rendono parte della loro gioventù. Fino a scambiare le parti: Una sera le ho rimboccato le coperte. Mi aspettavo che mi dicesse: Buonanotte, figlia mia. Invece... Ho creduto di aver capito male, ma lei mi ha ripetuto: Buonanotte mamma. Adesso ero sua madre! Le ho bisbigliato nell'orecchio 'Buonanotte bambina mia. Così, la vita della famiglia cambia, ma grazie alla pazienza e alla presenza di spirito di tutti si arricchisce di un patrimonio inestimabile: la storia della nonna, la sua vita appassionata e avventurosa come un romanzo.

- Veronique, una ragazza come tante di 14 anni, viene privata della sua stanza, perché in casa verrà a vivere, non si sa per quanto tempo, la nonna: è una tragedia, soprattutto perché deve subire le stupide battute del fratello. Già ... la nonna...una donna ancora bella, elegante, con occhi azzurri e magnifici capelli, raffinata e aristocratica, peccato che perda giorno dopo giorno come un albero in autunno i suoi ricordi e la percezione del presente, che confonde con il passato. È il morbo di Alzheimer, che cancella lentamente, ma inesorabilmente la memoria. Il racconto-diario della protagonista, che scopre tra le pieghe annebbiate del ricordo, anche grazie al baule ereditato, una vita affascinante, piena di lettere d'amore, viaggi, balli e corride, è uno sguardo ironicamente addolorato, che sa amare le risposte surreali e che stigmatizza gli egoismi degli adulti e forse vi aiuterà ad amare la vecchiaia malata senza imbarazzo e con maggior serenità. Consigliato dai 13-14 anni, perché poi passi ai genitori...Hervè Jaouen, Vuoti di memoria, Salani.

- Il libro affronta il problema dei rapporti dei giovani con gli anziani affetti da disturbi di vuoti di memoria e in particolare dal morbo di Alzheimer. Veronique racconta come è cambiata la vita in famiglia con l'arrivo della nonna che non può restare sola appunto perché colpita dall'Alzheimer. Una storia vivace e ironica che ci fa conoscere un'esistenza avventurosa come un romanzo di una persona ancora ricca di personalità.

- C'è sempre un po' di follia nell'amore. Ma c'è sempre un po' di ragione nella follia. Quindi non lamentarti più se mi lavo i capelli con il sapone o ti chiamo con un altro nome.
F. W. Nice
Una sera le ho rimboccato le coperte. Mi aspettavo che mi dicesse: "Buonanotte, figlia mia". Invece... Ho creduto di aver capito male, ma lei ha ripetuto: "Buonanotte, mamma".
Adesso ero sua madre! Le ho bisbigliato piano nell'orecchio: "Buonanotte, bambina mia".
È l'Alzheimer, il morbo terribile che cancella lentamente la memoria della persona. Una vita piena, di viaggi, d'amori, di passioni e di balli: tutto inesorabilmente svanisce. Per limitare i danni ineluttabili della malattia bisogna stimolarla, tenere insieme i ricordi, sbloccare i meccanismi biologici invisibili che le fanno commettere le più imprevedibili stranezze. La vita sociale della famiglia si modifica, ma grazie alla pazienza e alla presenza di spirito di tutti si arricchisce di un patrimonio inestimabile: la storia della nonna, la sua esistenza appassionata e avventurosa come un singolare romanzo.
"Che delitto", pensa la nipote Véronique. "Che delitto che una nonna ancora bella, alta ed elegante, con gli occhi azzurri e magnifici capelli, avventurosa e aristocratica, perda ad uno ad uno tutti i suoi ricordi, come le foglie di un albero in autunno".
E allora i suoi nipoti decidono di non mollare: si fanno raccontare tutto dei suoi trascorsi, dei due mariti, dei fidanzati, di quando veniva chiamata 'tenera rosa di Gibilterra', così che il filo della memoria non si spezzi completamente; riportano in una videocassetta con fotografie e documenti del tempo lo spazio della sua esistenza perché lei lo ricomponga. Ascoltano con calma e in allegria le sue risposte così surreali, la rendono parte della loro fresca gioventù. Fino a scambiare le parti. Considerare i bisogni della persona cara non significa dunque dimenticarsi dei propri. Melom invita i carer a conservare la propria identità e a non abbandonare le attività quotidiane che si sono sempre svolte con piacere.
I carer non devono rinunciare alle tradizioni familiari e ad altre attività sociali che danno loro gioia. È un modo per sentirsi bene e per non perdere quella forza interiore sempre necessaria per continuare a vivere e lavorare occupandosi anche dei propri cari.
È in questo modo, e non puntando soltanto sulla retorica o edulcorando la realtà, che si scrive con franchezza, e quindi molto bene, per i ragazzi.
L'Humanité
Autore Hervé Jaouen, è nato nel 1946 a Quimper, in Bretagna (Francia), e ha pubblicato il suo primo romanzo a trent'anni. Noto fino a qualche anno fa soprattutto come autore di libri polizieschi per adulti, conta oggi una produzione vastissima: gialli per ragazzi, romanzi complessi per adolescenti, racconti per tutte le età. Ha pubblicato anche per Robin Edizioni e Hobby & Work. Per molto tempo ha lavorato in banca e fatto contemporaneamente lo scrittore, ma da una decina d'anni si dedica unicamente alla scrittura. Attualmente vive tra la Bretagna e l'Irlanda, pescando e scrivendo.




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